sulle tracce di

San Lorenzo

IL CULTO

Carlo Massini, Raccolte di Vite de’ Santi per ciaschedun giorno dell’anno alle quali si premettono la Vita di Gesù Cristo e le feste mobili. Tomo Secondo, in Roma MDCCLXIII nella stamperia di Marco Pagliarini con licenza de’ Superiori, pp. 95-96 (10 agosto. San Lorenzo martire).

San Lorenzo, di origini spagnola, si ritrova a Roma discepolo di papa S. Sisto II: “costituito capo de’ sette Diaconi”, aveva tra i suoi compiti la custodia dei vasi sacri e la cura dei poveri, delle vedove e dei bambini. Dopo il martirio di papa Sisto, durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano, il Prefetto di Roma lo convocò chiedendogli di consegnare i tesori della Chiesa, poiché aveva inteso dire dei vasi d’oro e d’argento usati nelle funzioni. Lorenzo rispose: “Io confesso, che la Chiesa è ricca, e possiede maggiori tesori, che non possiede l’Imperatore: se mi date tempo, vi farò vedere, quanto ella ha di più prezioso”. Il giorno stabilito si presentò davanti al Prefetto con una moltitudine di poveri, ciechi, zoppi, storpi, vedove e bambini, affermando: “Questi sono i vasi d’oro, e d’argento, e le preziose gemme della Chiesa”. L’arcidiacono finì martirizzato su una graticola incandescente nel 258 d.C. Ne parlano Prudenzio, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino, San Leone Magno. 

Alatri, Chiesa di San Michele, Martirio di San Lorenzo, XIII secolo (rielaborazione fotografica di Mario Ritarossi)

Nel cuore della roccia

C’è un luogo sacro antichissimo nella città di Alatri, scavato nella roccia e fondato sull’acqua stillante, connesso con un primitivo santuario micaelico, riscoperto solo nel 1928 e da allora adibito a piccola sacrestia della Chiesa di San Michele (vai al virtual tour). Conserva nel palinsesto di pitture medievali, una bellissima scena con la rappresentazione del martirio di San Lorenzo risalente alla prima metà del XIII sec. L’ambiente poteva ricordare il sotterraneo in cui, imprigionato, San Lorenzo operò miracoli di conversione servendosi di una polla che sgorgava dal suolo. Sulla parete di fondo è invece affrescata la sua passione: tra edifici turriti e merlati il Santo è disteso sulla graticola e intorno si accaniscono i suoi aguzzini.

Alatri, Concattedrale di San Paolo Apostolo, Cassettina lignea con la reliquia di San Lorenzo, XII secolo

Tralci di memoria

E la Concattedrale di San Paolo Apostolo sempre in Alatri custodisce un frammento della graticola di San Lorenzo: è la reliquia principale trasferita insieme ad altre reliquie di santi laurentini dalla chiesa romana di San Lorenzo in Lucina, arrivate al tempo di papa Anacleto II dentro una cassettina reliquiario in legno, iscritta e dipinta con un felino rampante dalla cui bocca si sviluppa un tralcio a volute e teste di rapaci alle estremità. La capsella fu impiegata per la consacrazione dell’altare di San Sisto, patrono di Alatri, rendendo solenne il legame con Roma e con la testimonianza martiriale di San Lorenzo.

Alatri, Chiesa di San Lorenzo, Apparizione della Sacra Famiglia a San Lorenzo, 1741

Reinterpretazione settecentesca di un antico culto

Al Santo diacono è intitolata pure la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, nota con il titolo Sancti Laurenti de Alatro già nel 1328-1329 e costruita lungo l’asse antico che conduce dal centro urbano ad une delle porte cittadine in un isolato medievale tra corso Cavour e via di San Lorenzo: tracce di un culto antico, reinterpretato nel Settecento nella grande pala dell’altare maggiore raffigurante l’Apparizione della sacra Famiglia a San Lorenzo.

Anagni, Cattedrale di Santa Maria Annunziata, San Lorenzo insieme a Santo Stefano nella Cripta di San Magno, XIII secolo

Tra i martiri

Titoli e opere attestano la diffusione della particolare devozione a San Lorenzo anche in altri luoghi della Diocesi durante i secoli XII e XIII, come ad Anagni dove esiste la chiesa di San Lorenzo de Fusano (parrocchia documentata nel 1280) e dove la figura del diacono appare tra i diciotto santi martiri che simboleggiano il nome di Cristo nella spettacolare cripta di San Magno all’interno della Cattedrale di Santa Maria Annunziata.

 

Piglio, Convento dei Frati Minori Conventuali, Madonna in trono con San Francesco e San Lorenzo, 1959

A piedi scalzi

Al Piglio sorge il Convento di frati minori conventuali, fondato dal cardinale Giovanni Colonna nel 1215 e posto fin dall’inizio sotto la protezione di San Lorenzo; a 850 m sul fianco del monte Scalambra, la chiesa conventuale ospita oggi una pala d’altare con la Madonna in trono, il  Bambino e  i Santi Lorenzo e Francesco, dipinta nel 1959 dalla pittrice Marina Sibella dopo i tremendi bombardamenti del 1944; a questo altare l’ultima domenica di agosto, giungono ogni anno i pellegrini: in passato, in segno di devozione, la salita da Piglio era affrontata a piedi scalzi. 

Piglio, Chiesa di Santa Maria Assunta, Statua Processionale di San Lorenzo, XX secolo

La notte della processione

Novecentesca è anche la statua processionale di San Lorenzo, eretto a patrono di Piglio ab immemorabili: in gesso, con la veste diaconale, la graticola e il libro dei salmi, viene trasportata per le vie del borgo la notte del 9 agosto, accompagnata dalla banda cittadina.

Piglio, Chiesa di Santa Maria Assunta, Affresco con San Lorenzo, XVII-XVIII secolo

Sotto il cielo dell’Assunta

Nella chiesa collegiata di Piglio, la parrocchiale di Santa Maria Assunta, si trova un affresco risalente al 1690-1710 con la Vergine Assunta e ai lati San Lorenzo e il Beato Andrea Conti realizzato sull’esempio dei plafonds del tardo Seicento.

Piglio, Chiesa di Santa Maria Assunta, Madonna di Loreto con i Santi Tommaso, Francesco e Lorenzo, XVIII secolo

Palma e graticola

Di scuola napoletana dell’ultimo quarto del XVIII secolo è l’olio su tela con la Madonna di Loreto con i Santi Tommaso, Francesco e Lorenzo sul primo altare a destra della collegiata di Santa Maria Assunta al Piglio: come tradizione San Lorenzo indossa la tunica rossa e tiene i simboli del suo martirio (la graticola e la palma).

Piglio, Chiesa di Santa Maria Assunta, il Beato Andrea Conti e San Lorenzo ai piedi della Madonna Assunta, XX secolo

Oltre la distruzione, nel segno dei poveri

Nella collegiata di Santa Maria Assunta al Piglio, un’altra tela, che ha sostituito il seicentesco affresco absidale perduto durante la Seconda Guerra Mondiale, mostra San Lorenzo insieme al Beato Andrea Conti oranti ai piedi della Madonna Assunta (XX sec.).

La particolare predilezione per i poveri spiega il ricorrente accostamento di San Lorenzo con Francesco e con il francescano Andrea Conti (1240-1302) che visse e si trova tuttora sepolto nel convento del paese.

Amaseno, Chiesa di Santa Maria Assunta, Reliquiario del Sangue di San Lorenzo, XVIII secolo

Il miracolo di Amaseno

In questo viaggio sulle tracce di San Lorenzo, nelle sere di agosto, non si può dimenticare che a 40 km da Alatri la comunità di Amaseno nella Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino è custode da più di otto secoli della reliquia del sangue di San Lorenzo, contenuta in un prezioso reliquiario d’argento e rame dorato, fuso, inciso e cesellato nel 1743 da Antonio Arrighi: dall’inizio del XVII secolo, ogni anno all’approssimarsi del 10 agosto, il sangue si scioglie miracolosamente nell’ampolla.